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venerdì 6 giugno 2014

L'ASSOCIAZIONE U.R.M.I.G. DEI F.LLI IERACE ORGANIZZA CONVEGNO SULLA SALUTE E SUL RIPOSO GIORNO 29/06/2014 ALLE ORE 20:30 NELLA SALETTA DEL COMUNE DI RIZZICONI (R.C.).
IN COLLABORAZIONE CON LA DITTA IPOH DI BOLZANO, UNA SERATA INFORMATIVA SUL BENESSERE DELLA SALUTE E DEL RIPOSO. DURANTE LA QUALE VERRANNO TRATTATI DA UN RELATORE DELL'AZIENDA GLI ARGOMENTI SOTTOELENCATI:

- STORIA DEI SISTEMI DI RIPOSO

- STUDIO DELLA COLONNA VERTEBRALE E POSTURE A RIPOSO

- SISTEMI ERGONOMICI A ZONE DIFFERENZIATE CON TIPOLOGIE E ANALISI

- FUNZIONAMENTO E CERTIFICAZIONI

- RIFLESSIONI 

GRAZIE DELL'ATTENZIONE

domenica 1 giugno 2014

AMBULANZA 24 SU 24 PER SERVIZI SULLA PIANA DI GIOIA TAURO,REGGIO CALABRIA E PROVINCIA E SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE




                             




Associazione U.R.M.I.G.presta servizi 24 su 24 di trasporti in Ambulanza 

con personale qualificato Medico,Infermieristico,Oss,Autisti Soccoritori per: 

  • Ricoveri presso Strutture Pubbliche e Private 
  • Dimissioni da Strutture Pubbliche e Private 
  • Visite Specialistiche 
  • Taxi Sanitario 
  • Servizio Navetta 
  • Trasporto Infermi 
  • Trasporto Disabili 
  • Trasporto Dializzati 
Per info. chiam. Domenico oppure Giuseppe 
ai num. 333.7401340 - 345.5848808 
Visitate il nostro sito all'indirizzo www.associazioneurmig.it

sabato 17 maggio 2014


Giorno 13/05/2014 alle ore 06.10 nel reparto di ostetricia di Polistena (R.C.) e'nato Michele Ierace per la grande gioia di Mamma Loredana,papa' Domenico e del fratellino Andrea.Vogliamo condividere con tutti voi questo evento meraviglioso che ha riempito i nostri cuori di felicita'.
E perche' no!! La new entry del nuovo piccolo socio dell'Associazione U.R.M.I.G.

domenica 9 marzo 2014

"GRANDI I COLLEGHI DEL 118 DELLA CROCE ROSSA LOMBARDA"

QUANTO COSTA LA TUA VITA? RACCONTO DI UN INTERVENTO DI SOCCORSO

12 marzo 2011 alle ore 3.26

In un periodo particolarmente difficile per la Croce Rossa Italia, complice un disegno politico che vorrebbe sostituire definitivamente personale e ambulanze CRI con alternative che garantiscano costi più contenuti, spazzando via in un sol colpo storia, esperienza, passione, professionalità, abnegazione e soprattutto garanzie verso i cittadini, ecco un episodio di cronaca di un intervento di soccorso, uno dei tanti svolti dai dipendenti, precari e non, della Croce Rossa Lombarda,  al servizio del “118”(Azienda Regionale Emergenza Urgenza), che mostra quanto sia insostituibile questo servizio.

Quanto costa la tua vita?
Le 12.45 di un giorno qualunque, la “golden hour” di fine turno. I servizi della mattinata hanno accompagnato ritmicamente e assiduamente i giri della lancetta dell’orologio, ma il destino è ancora in agguato. Emma, soprannome del sistema informatico di AREU Lombardia , vomita l’ennesimo servizio: “Arresto cardiaco in 55enne, codice rosso!” Una delle 60.000 vittime provocate ogni anno dal “cecchino invisibile”.
L’approfondita conoscenza topografica della zona ci evita perdite di tempo nella consultazione dell’atlante o nell’attesa che il segnale GPS si faccia breccia tra le nubi e raggiunga il navigatore satellitare: sappiamo che ogni secondo guadagnato può fare la differenza. Saltiamo in ambulanza, accendiamo sirene e lampeggianti e partiamo alla volta di Cantalupo affrontando il traffico della pausa pranzo, gli innumerevoli dossi artificiali e la 20enne sulla sua “Clio” che non ci da strada perché distratta dall’invio di un SMS con il cellulare. La sensazione è sempre quella che la distanza che ci separa dal luogo dell’intervento sia  direttamente proporzionale al grado di gravità della missione che dovremo svolgere, una distanza che spesso colmiamo invano.
Finalmente arriviamo! Dall'espressione disperata sul volto della persona che ci aspetta in strada,  siamo già in grado di capire la gravità della situazione che ci attende. Entriamo e vicino al divano troviamo un giovane chino sul corpo esanime del padre, intento a praticargli un disperato massaggio cardiaco. Lo allontaniamo gentilmente e prendiamo in mano la situazione: pochi attimi per constatare l’assenza di ogni segno vitale mentre il collega - dipendente precario CRI da più di 10 anni - ha già preparato il defibrillatore semiautomatico: depilazione del torace, applicazione degli elettrodi  e dopo 20 secondi la voce elettronica del DAE annuncia l’esito dell’analisi: “Scarica consigliata, carica in corso, allontanarsi!”
Il cuore ha conservato un’energia tale da poter essere “resettata” dalla scarica elettrica, ma il primo tentativo risulta inefficace. Si riparte con il massaggio cardiaco e la ventilazione in maschera per altri due  minuti, fino a quando il software del defibrillatore non avvia una nuova analisi: di nuovo “scarica consigliata” e nuova scossa nel tentativo di riavviare il cuore, ma ancora nulla di fatto. Nel frattempo giunge sul posto l’automedica e il dottore, assistito dal tecnico CRI, pure lui dipendente precario, intuba il paziente per proteggere le vie respiratorie e garantire una migliore ventilazione, mentre l’infermiere assicura un accesso venoso ed inizia ad iniettare le prime fiale di adrenalina.

Sul monitor del defibrillatore, che nel frattempo ha sostituito quello semi-automatico dell’ambulanza, è ora visibile la tortuosa linea verde che indica inequivocabilmente la presenza di una fibrillazione ventricolare. Il medico ordina una nuova scarica a 360 joule: il tasto viene premuto ed il corpo del paziente si inarca proiettando verso l’alto le braccia, come fossero tirate dai fili invisibili di un burattinaio la cui rappresentazione potrebbe avere un finale lieto oppure tragico. Ancora nulla, la fibrillazione ha lasciato il posto ad una tachicardia, consigliando al medico di proseguire con il massaggio cardiaco, con la somministrazione di altra adrenalina e di farmaci utili per la stimolazione del cuore malato. 

Un lavoro d'equipe dove ogni gesto deve essere perfettamente sincronizzato con il precedente e il successivo, come in una grande orchestra che non può permettersi stonature.Le palpebre del paziente rimangono spalancate in un sinistro sguardo mentre le pupille sembrano fissare una dimensione lontana, dalla quale vorremmo ritornasse: la quarta scossa non modifica la situazione. Nemmeno la quinta, la sesta, la settima e l’ottava  risultano efficaci,  tanto da far pronunciare al medico la frase che non vorresti mai sentire: “Ancora 5 minuti e interrompiamo”. La disperazione dei parenti è indescrivibile mentre il medico, dopo 40 minuti di tentativi di rianimazione, ordina l’erogazione della nona scossa, l’ultima! La linea sinuosa si appiattisce e come per incanto inizia a disegnare dei geroglifici dal significato rassicurante: il cuore ha ripreso a battere regolarmente! “C’è polso - annuncia il medico – carichiamo e andiamo in ospedale”.
Di nuovo in mezzo al traffico, tra gli automobilisti indifferenti che pigramente tornano nei luoghi di lavoro, inconsapevoli del valore della loro normalità. Arriviamo in ospedale dove il rianimatore attende il paziente: si passano le consegne e si torna sull’ambulanza per ripulire i presidi utilizzati e ripristinare il materiale, pronti per ricevere una nuova richiesta di soccorso che  dal 1 luglio 2011 potrebbe non arrivare mai più!.
                  " COMPLIMENTI ANCORA RAGAZZI SEMPRE COSI' "
                      ( Domenico Ierace 118 Reggio Calabria )

sabato 22 febbraio 2014

Cittanova. Partorisce in ambulanza, salva la bimba grazie ai sanitari del 118

 REGGIO CALABRIA CRONACA
Cittanova: sono le 7 di mattina quando alla centrale del S.U.E.M. 118 di Reggio Calabria perviene la chiamata di una famiglia dal centro preaspromontano informando della situazione di imminente bisogno di aiuto. Tempestivamente il coordinamento gira la chiamata all’Unità più vicina - la postazione 118 di Polistena – di cui fanno parte la Dottoressa Teresa Niglia, l’infermiere Francesco Rao e l’autista soccorritore Domenico Ierace, che tempestivamente arrivano in pochi minuti presso l’abitazione. Nella corsa dell’ambulanza verso l’Ospedale S. Maria degli Ungheresi di Polistena tutta l’equipe ha potuto gioire insieme alla mamma di origini marocchine per la nascita di una bambina che - ironia della sorte - non ha aspettato che si arrivasse in reparto ma ha voluto stupire tutti anticipando i tempi. L’emozione è stata tanta anche al pronto intervento degli operatori del 118 che, professionalmente, hanno reciso il cordone ombellicale con tutte le dovute misure che i protocolli impongono ed hanno affrontato con positività una vicenda insolita e rendendosi così protagonisti di una “buona sanità” quotidianamente, invece, nell’occhio del ciclone. La vicenda si è conclusa nel migliore dei modi con il trasferimento nel reparto di ostetricia della piccola neonata, dove il personale incaricato vigilerà sulle sue condizioni generali prima che possa fare ritorno a casa.

sabato 25 maggio 2013

            "POVERO CHI HA BISOGNO"

"Ammalato in codice rosso viene trasportato per le scale su una sedia"

Il segretario generale Sulpi Giuseppe Gentile denuncia quanto accaduto all'ospedale chiuso di Palmi


Accade solo in Calabria o, per meglio dire, solo nell'ASP di Reggio Calabria e nella Piana di Gioia Tauro. Un povero cittadino dializzato, in cura presso l'U.O. dell'Ospedale chiuso di Palmi, viene colto da grave scompenso cardiaco. Tempestivamente si telefona al SUEM 118 ma, appena l'equipe medica e infermieristica si appresta a prendere l'ascensore per salire in Emodialisi al 4° piano la barella non entra più nell'ascensore. I soccorritori inviperiti salgono senza barella per soccorrere l'ammalato e utilizzano una sedia per trasferirlo nell'ospedale più vicino idoneo alle cure del caso. Eppure l'ascensore in passato era funzionante e la barella ci entrava comodamente. Sembra però che qualche tecnico, nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza, abbia fatto apporre delle riduzioni nel vano ascensore perché non poteva garantire la sicurezza agli ammalati trasportati in barella. Forse non si è pensato al fatto che in quell'ospedale, chiuso ai ricoveri, poteva manifestarsi un'emergenza ai piani alti e bisognava utilizzare la barella per soccorrere un cittadino qualsiasi colto da malore improvviso; forse non ci si rendeva conto che nei piani superiori dell'Ospedale chiuso c'è l'emodialisi ed i poliambulatori frequentati da tanti cittadini affetti da gravi patologie; forse si è pensato soltanto a salvaguardare le responsabilità individuali di chi deve tutelare prima se stesso e poi l'ammalato. Eppure, in passato, quando l'unico ascensore dell'ospedale di Palmi si è rotto, ne hanno passate di belle i dializzati curati al 4° piano. Ciò nonostante nessun provvedimento risolutivo è stato adottato, anzi i rischi che gravano sulla pelle della povera gente ammalata aumentano sempre di più e vanno a finire in un pozzo senza fine. Vorremmo ricordare il calvario dell'ospedale di Polistena, dove gli ascensori sono rimasti tutti fermi per un lungo periodo ma, ci limitiamo a denunciare l'ennesimo unico ascensore fermo ai poliambulatori di Taurianova, dove il cittadino povero si reca quotidianamente numeroso e da ammalato, affronta una fatica immane per raggiungere i piani alti degli specialisti. I fatti ci consegnano, ancora una volta, il vero degrado in cui è caduta la Sanità Pubblica, persino quella fatta per i poveri che si accontentano di sopportare in silenzio i disagi strutturali pur di farsi assistere dai bravi professionisti presenti negli ambulatori pubblici. Sicuramente questa sanità non viene utilizzata dalla gente ricca, altrimenti il problema non esisterebbe. Il SULPI però è convinto di dover continuare a denunciare pubblicamente tutto ciò che non funziona, perché ritiene che l'informazione viene recepita anche dai familiari degli ammalati e assegna un senso di vergogna in chi gestisce la cosa pubblica. Condivisione e sensibilizzazione sono anche coinvolgimento e impegno per far cambiare le cose che non vanno. Organizzare il malcontento vuol dire creare una forza sana pronta a battersi per rimuovere questi ostacoli della vita coinvolgendo principalmente le giovani generazioni. Questo sarà un modo responsabile di condividere consapevolmente i problemi degli ultimi, reagire e far saltare il sistema marcio che impedisce la rivendicazione dei diritti fondamentali. Democrazia e Costituzione ci chiedono una battaglia di valori per garantire dignità umana e diritto di cittadinanza.
REGIONE CALABRIA
IL SEGRETARIO GENERALE S.U.L.P.I. Giuseppe Gentile

sabato 6 aprile 2013

PROGETTO PER L'ASSISTENZA A DOMICILIO


Rizziconi (Rc), le Associazioni Shalom e Urmig 

impegnate nell’assistenza a domicilio delle famiglie 

più disagiate.

Giuseppe Ierace, rappresentante legale dell’Associazione Urmig, impegnata nella pubblica assistenza alle persone anziane e ai soggetti definiti deboli, spiega come, anche quest’anno, insieme all’Associazione Shalom di Serrata (R.C.), si stia concretizzando il progetto per l’ assistenza  a domicilio alle famiglie più disagiate. Con decorrenza 21 marzo 2013 l’Associazione Shalom in sinergia con l’Associazione Urmig dopo la determina del Comune di Rizziconi che ha affidato alle predette il progetto, stanno coordinando le attività con l’ ausilio di 7 operatrici nelle varie famiglie che hanno presentato domanda. “Con questo è l’ inizio di una serie di tappe che l’Associazione Urmig si prefigge di portare avanti con programmi innovativi che possano andare al di fuori della comunità Rizziconese ed abbracciare un bacino d’ utenza più ampio cercando di soddisfare il fabbisogno che ogni giorno  qualsiasi famiglia e  particolarmente quei nuclei in presenza di persone con patologie invalidanti: anziani,disabili,tossicodipendenti,minori ecc.. ne potrebbero trarre vantaggio. Con il presente si vuole ringraziare tutta l’amministrazione comunale con a capo il Sindaco Dott.Giuseppe Di Giorgio, un plauso va in particolare all’Assessore alle Politiche Sociali Rottura Giuseppe  che in collaborazione  al funzionario delle politiche sociali Rag.Vincenzo Fedele  li ha visti tutti partecipi   alla ricerca  delle soluzioni più vantaggiose sia per il presente e  per un futuro prossimo auspicando un rilancio  della cittadina pianigiana. Si conclude lanciando un appello alla collettività di Rizziconi che per poter usufruire al meglio dei servizi e  l’opportunità di qualche beneficio  previsti  nei capitolati di spesa è bene recarsi in comune è aggiornarsi. L’ informazione – conclude Ierace – è  segno anche di una buona convivenza civile”.